La storia di Maurizio

Questa è la mia storia. A fine luglio 2010 durante una minzione fuoriusciva una abbondante ematuria nelle urine e da lì purtroppo inizia un susseguirsi di eventi che avrebbero cambiato e stravolto la mia vita definitivamente.
A settembre 2010 venivo operato a Padova di nefrectomia parziale rene destro. Dopo 5 giorni dall’intervento fui dimesso dall’ospedale e atterrato con l’aereo mi senti strano e difatti andando in bagno nuovamente ematuria nelle urine. Passai una settimana d’inferno con l’ambulanza del 118 che veniva a casa mia di urgenza perché avevo la pressione arteriosa alta ma soprattutto perché non riuscivo ad urinare in quanto si era creato un blocco nella minzione e pertanto procedettero a svuotare la vescica per ben 2 volte con il catetere.
Ma continuavo a stare male e di urgenza fui ricoverato in ospedale in urologia perché nel rene operato si erano creati degli ematomi ed ecco il perchè di queste emorragie. Stetti ricoverato per 2 settimane immobile nel letto e grazie a potenti antibiotici il sanguinamento si fermo.
Nel frattempo era arrivato l’esame istologico e ricordo rimasi scioccato, si trattava di un tumore maligno aggressivo e nello specifico un carcinoma renale a cellule chiare. Ricordo mi dissero stia tranquillo è incapsulato all’interno del rene e non dovrebbe avere più problemi.
Ero sconvolto qualcosa più grande di me aveva stravolto la mia vita le mie aspettative. Scoprimmo che mia moglie era rimasta incinta di mia figlia che oggi ha 9 anni ed è la mia luce nel tunnel buio della mia vita, pensavo a lei, a quando sarei diventato papà ma ebbi anche tanta paura e sconforto perché avrei potuta non vederla crescere considerato che combattevo contro un tumore maligno.
Nel frattempo la mia vita andava avanti e avevo ripreso a vivere come se nulla fosse successo cercando di dimenticare.
Dopo circa 16 mesi ad un controllo tac risultò una lesione nodulare nel lobo superiore del polmone destro e così fui operato a Palermo nel gennaio 2012 di minitoractomia lobo superiore destro. Ricordo fu un intervento pesante con un taglio nel polmone destro di circa 30 cm, alla fine il nodulo rimosso era una metastasi del tumore renale.
Non ebbi neanche il tempo di riprendermi psicologicamente che a giugno 2012 la tac segnalava un nodulo sospetto nel lobo inferiore del polmone destro.
A luglio 2012 fui operato a Rozzano (MI) e purtroppo il chirurgo dovette procedere a lobectomia inferiore del polmone destro per togliere un piccolo nodulo poi risultato anch’esso metastasi di origine renale. Questo intervento fu molto pesante e doloroso, sin dall’inizio si capiva che qualcosa non era andato per il verso giusto poiché sin da subito perdevo molto sangue dai drenaggi, probabilmente per il fatto che avevano rimosso circa 18 cm di polmone sano.
Fu veramente dura i primi giorni perché respiravo con grande difficoltà. Dopo 14 giorni fui dimesso ma non mi sentivo bene e avevo la temperatura corporea sui 37.5/ 37.8° costante. Tornai in ospedale e mi fecero una tac di urgenza e purtroppo si era creato un empiema ossia una raccolta anomala di pus e sangue nella cavità toracica operata. Fui operato nuovamente di urgenza e mi riaprirono il torace con un taglio di circa 35 cm che partiva dal pettorale destro. Nei giorni successivi e per ben 3 giorni consecutivi mi diedero punti di sutura in corrispondenza dei drenaggi perché perdevano liquidi.
Avrei voluto dimenticare tutto quello che avevo vissuto ma non fu così. Nell’ottobre del 2012 la tac evidenziava una ripresa di malattia con tante metastasi nel rene destro operato ed in entrambi i polmoni ed altro.
Ero sfiduciato, sconfortato, sentivo che probabilmente la mia fine stesse arrivando. A questo punto il mio oncologo che mi seguiva a Palermo mi disse stop con gli interventi e mi prescrisse il chemioterapico orale Sutent (sunitinib).
Cominciai ad assumere questo farmaco ma i primi effetti collaterali si facevano sentire. Il Sutent funzionò per circa 2 anni facendomi scomparire tantissimi noduli (presunte metastasi) ma gli effetti collaterali erano molto pesanti e chi mi vedeva notava che stavo molto male ed avevo assunto una colarazione giallastra in tutto il corpo. Il Sutent mi aveva regalato soddisfazioni di regressione nelle tac successive ma ero profondamente cambiato nel corpo e nell’anima, ero profondamente turbato scosso per tutto quello che stavo vivendo.
Dopo circa 2 anni ed esattamente nel 2014 abbandonai il Sutent per passare al farmaco Afinitor (everolimus).
Nel settembre 2015 venivo operato chirurgicamente per una fistola anale verosimile conseguenza degli effetti collaterali dei farmaci anti tumorali.
Per circa 2 anni il farmaco Afinitor funzionò regalandomi qualche regressione e stabilità e tutto sommato gli effetti collaterali erano più blandi del Sutent.
Alla fine dei 2 anni ed esattamente nel maggio 2016 il quadro clinico si aggravava in modo drammatico, la tac evidenziava moltissime recidive e noduli nell’addome quindi nel rene destro già operato, in vari quadranti del fegato, nei muscoli paraspinali nonché la presenza di tantissimi linfonodi attivi nell’addome e presenze nel polmone sinistro.
Nel luglio 2016 venivo operato di un delicato e complesso ed invasivo intervento chirurgico nell’addome con un taglio di circa 40 cm. In un unico intervento venivo sottoposto a nefrectomia radicale rene destro, metastasectomia epatica con asportazione totale dei segmenti S7 e S8 del fegato, linfoadenectomia inter-aorto-cavale, colecistectomia con linfoadenectomia retroportale e retropancreatica e appendicectomia.
Fu un intervento complesso e tutto il materiale asportato risulto nell’istologico quali metastasi del tumore renale. Non mancarono momenti di sconforto per complicazioni post operatorie ma dopo 30 giorni di ricovero finalmente uscivo dall’ospedale
Purtroppo causa intervento si era formato un laparocele nell’addome che cresceva molto velocemente.
Nel dicembre 2017 venivo operato nuovamente perché la tac segnalava una nodulazione nel fegato nel segmento S3. Dopo neanche 16 mesi venivo riaperto sulla stessa cicatrice dell’addome per l’asportazione della metastasi epatica e addomino plastica per via del laparocele.
Anche in questo intervento dovetti stare ricoverato per 50 giorni circa per complicazioni legate al laparocele.
Nel febbraio del 2018 venivo sottoposto a radioterapia stereotassica per distruggere un nodulo presente nei muscoli paraspinali della schiena.
Nel settembre 2018 venivo sottoposto a crioablazione nella lingula del polmone sinistro per la presenza di una lesione nodulare presunta metastasi. La crioablazione una nuova esperienza a cui mi sottoponevo, sicuramente un intervento mini invasivo rispetto ad un intervento chirurgico a cielo aperto ma abbastanza pesante durante e dopo la procedura.
Nell’ottobre del 2019 venivo sottoposto all’intervento di crioablazione per rimuovere una lesione nodulare presente nei muscoli paraspinali della schiena.
A giugno 2020 mi sottoponevo a tac total body ove veniva evidenziato un nodulo vascolarizzato all’interno del muscolo trapezio della spalla sinistra.
A metà giugno 2020 subivo un intervento chirurgico per la rimozione della lesione nodulare di cui sopra.
Questa è la mia storia.
Ancora oggi credo sia surreale tutto ciò che mi è capitato ma ahimè è tutto tristemente reale, da un lato il tumore che mi vuole distruggere e dall’altro lato il dolore di avere perso il lavoro che amavo.
In questi dieci anni ho vissuto tantissimi momenti di scoramento momenti in cui avrei gettato la spugna abbandonandomi al destino infausto senza più combattere.
Chi vive una malattia oncologica metastatica vive un disagio che lacera la tua anima profondamente.
Si è sottoposti a livello psicofisico a delle prove veramente ardue e non tutti riescono a reagire. Io mi sono aggrappato alla vita. Spesso ho pensato a mia figlia e so che devo combattere anche per lei perché merita e ha diritto ad avere un papà che le stia accanto e la segua nel percorso della sua vita.
La malattia ti fa cambiare, si ha una consapevolezza diversa nel modo di affrontare le cose, anche gli stessi rapporti interpersonali cambiano, c’è chi rimane e c’è chi scompare perché non tutti hanno la forza o la voglia di esserti amico o di Amarti, è estremamente difficile.
Son passati dieci anni e sono ancora vivo e non mi arrendo, continuerò a combattere perché la vita è un dono e un’avventura meravigliosa e va comunque vissuta. Io continuo a crederci.