La storia di Luca

Avevo 42 anni, non fumatore, in peso forma e sportivo. Nel marzo 2015, una sera, ho avuto molto sangue nelle urine. Sono stato al pronto soccorso a Roma, mi hanno fatto una ecografia dove hanno riscontrato una

massa nel rene. Il giorno seguente la TAC confermava la diagnosi: tumore del rene di circa 6 cm di diametro.. Dopo circa una decina di giorni, al San Paolo di Milano viene effettuata la Nefrectomia del rene destro.  I

medici mi dicono che è un carcinoma a cellule chiare  T3g3 e che non è necessario farsi vedere dall’oncologo…si parte con solo monitoraggio. Al polmone non mi viene fatta nessuna TAC.

Al primo controllo dopo 6 mesi, con una TAC total body, si evidenziano delle probabili metastasi al polmone, di cui la piu grande di 1 cm.

A seguito di una PET viene confermata l’origine tumorale dei noduli e si decide per una operazione.  In Ottobre 2015 vengo operato all’Humanitas al polmone, vengono tolti tre noduli di cui solo uno risulta tumorale.

Al primo controllo ci si accorge che una delle metastasi non è stata eliminata e sta crescendo. Nel marzo 2016 viene fatta una nuova TAC che evidenzia la crescita di questa metastasi e, siccome il resto dei polmoni

sembrano liberi, viene deciso per una seconda operazione. Pochi mesi dopo, decido di fare un controllo TAC in sede privata, e scopro che il polmone aveva almeno altre 5 metastasi che erano perfettamente

visibili nella tac precedente e che, pertanto, l’operazione effettuata era inutile.

Dopo 3 operazioni chirurgiche in un solo anno, a questo punto decido, nonostante il parere dei chirurghi,  di farmi seguire da oncologo, e, dopo averne girati diversi, mi faccio  seguire a Roma al Policlinico Umberto I, dal Dott. Cortesi.

Nel giugno 2016 si parte con il Sunitinib (Sutent). Gli effetti collaterali al secondo mese sono importanti, e viene deciso il passaggio alla schedula 14/7.

Al primo controllo, la riduzione è del 70%, e, nei successivi controlli la malattia, confinata nel polmone, rimane stabile.

La vita con il Sutent non è facile,  passo ad una schedula 7/7 , per cui ho circa 5-6 giorni che sto bene e 7-8 che non sto bene. Nonostante questo, quando posso continuo, ad andare in palestra, ed in bicicletta.

Nel luglio 2018, dopo due anni di Sutent, i noduli tornano a crescere e si decide di abbandonare il Sutent.

Procedo con immunoterapia (Nivolumab) e con radioterapia stereotassica in un nodulo polmonare.

Al primo controllo la malattia risulta in regressione, e nei successivi due anni, i controlli danno visibilità di malattia stabile o regredita.

Supero i 5 anni dalla scoperta del tumore.

Con Nivolumab gli effetti collaterali sono molto, molto minori e la vita torna quasi del tutto normale.

Con alcuni accorgimenti tengo sotto controllo gli effetti

collaterali che sono lievi e limitati a problemi alla tiroide ed alle articolazioni.